45 buoni motivi per fare Educazione al Consumo Consapevole

45 buoni motivi per fare Educazione al Consumo Consapevole

Perché proprio 45 buoni motivi per fare Educazione al Consumo Consapevole? Perché sono ormai 45 anni che Coop è al fianco delle scuole di ogni ordine e grado con i percorsi di Educazione al Consumo Consapevole, alla Cooperazione e alla Cittadinanza attiva.

Il progetto SapereCoop, infatti, affonda le sue radici in un dialogo tra i mondi dell’educazione e della cooperazione iniziato nel 1980. La proposta educativa, da allora, si basa su un metodo euristico-partecipativo, che vede il supermercato come laboratorio didattico e accompagna i più giovani verso il processo: “Conosco, mi informo, scelgo, modifico i miei comportamenti”.

45 motivi per raccontare il viaggio educativo intrapreso dalle classi con i percorsi di SapereCoop Lombardia, dando voce a docenti, studenti, educatori e animatori e all’intera comunità educante dei territori, attraverso le esperienze in aula e nei punti vendita, le metodologie didattiche utilizzate e le riflessioni scaturite dalla partecipazione alle diverse attività.

L’obiettivo è condividere le scoperte e i meccanismi di crescita delle cittadine e dei cittadini più piccoli e giovani, accompagnandoli e, allo stesso tempo, lasciandoci accompagnare da loro in un percorso di costruzione della consapevolezza e della responsabilità. Educare è, infatti, un atto cooperativo. E, in un tempo complesso che ci interroga su sostenibilità, equità e partecipazione, è davvero importante costruire insieme, giorno dopo giorno, un percorso che coinvolga tutte e tutti: scuola, famiglie e territorio.

Motivo 1

La parola agli insegnanti: perché educare al Consumo Consapevole?

Per rispondere abbiamo intervistato due docenti che scelgono da tempo i percorsi Saperecoop – il professor Adalberto Bonetti della Scuola secondaria di I grado “A. Galmozzi” di Crema e la professoressa Sara Muraro, dell’Istituto Alberghiero “A. Olivetti” di Monza. Insieme a loro abbiamo cercato di capire perché l’educazione al consumo non è solo una scelta didattica, ma una vera e propria urgenza.

professor Adalberto Bonetti Quando abbiamo chiesto al prof. Bonetti perché sia cruciale oggi parlare con i più giovani di sostenibilità la sua risposta è stata chiara: è un “sentito dovere morale nei confronti del benessere del pianeta”.

La scuola non può più permettersi una “trasmissione di saperi fine a sé stessa”. L’obiettivo è più grande: l’educazione è “un’arma potente” che deve portare al “conoscere per agire. Subito. Non c’è davvero più tempo e i nostri studenti devono sapere che anche loro possono dare un contributo alimentando comportamenti virtuosi”. Il punto non è spaventare i ragazzi, ma renderli consapevoli che ogni persona è “parte attiva in questo frastagliato e preoccupante quadro”. Stanno crescendo come cittadini che devono imparare ad affrontare le sfide di sostenibilità che si presentano ogni giorno.

Come si traduce questa urgenza in classe? Il professore ci svela cosa è accaduto fra i banchi: un semplice prodotto di consumo smette di essere un oggetto e “ha preso molteplici sembianze”.

 

Per i suoi alunni, ora un prodotto è anche:

  • una quantità di gas serra emessa
  • dei litri d’acqua consumati
  • condizioni in cui vivono gli animali
  • culture da scoprire
  • zuccheri e additivi nascosti, stagionalità e…tanto altro.

Il risultato? I ragazzi lo “portano a casa, fornendo alle famiglie occhi diversi”. È un “contagio, positivo, che dà speranza” attraverso gesti che fanno la differenza.

Ma perché, tra molte proposte legate all’insegnamento dell’Educazione Civica le scuole scelgono proprio l’Educazione al Consumo Consapevole?

professoressa Sara MuraroLa prof.ssa Muraro evidenzia come Saperecoop sia diventata un partner fondamentale dopo aver partecipato a iniziative come un convegno sull’utilizzo delle eccedenze alimentari, donate anche da Coop. “Questa è stata l’occasione che ci ha permesso di conoscere Saperecoop e le attività per la promozione del Consumo Consapevole negli istituti lombardi.”

Quali sono i punti di forza che i docenti apprezzano di più?

  • I percorsi sono numerosi e permettono di focalizzare l’attenzione su un singolo aspetto, ambientale o sociale, mantenendo però sempre uno “sguardo d’insieme”.
  • Vengono utilizzate metodologie didattiche interattive. Questo spinge lo studente a “mettersi in gioco ed essere protagonista del percorso di scoperta”.
  • La presenza degli operatori aiuta gli studenti a riflettere sui “possibili comportamenti o azioni virtuose da adottare”.

Per l’Istituto Olivetti, ad esempio, sono fondamentali attività concrete come capire le cause dello spreco, cercare soluzioni per ridurlo e creare “ricette antispreco o consigli per un atteggiamento più responsabile”. L’Istituto, in particolare, ha scelto di seguire il percorso “Un benessere senza spreco”.

In conclusione, come ci dice la prof. Muraro, il valore aggiunto è la collaborazione tra l’esperto di Saperecoop e gli insegnanti, che permette di proseguire il percorso e renderlo parte del bagaglio culturale dello studente. L’educazione al consumo è davvero la chiave per formare giovani cittadini che sappiano porsi domande e sappiano mettere in pratica, ogni giorno, scelte sempre più consapevoli.

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