20 Giugno 2026
Il 5 luglio 2026, alle ore 19.00, il Monumento ai Martiri di Piazzale Loreto a Milano diventa il palcoscenico di Le Pietre della Libertà – Nomi, Vite, Memoria, un monologo civile di Alessandro Milan, con le musiche dal vivo di Raffaele Kohler. L’evento è gratuito e senza necessità di prenotazione, promosso in collaborazione con ANPI Comitato Provinciale di Milano e l’associazione Pietre d’Inciampo Milano.
Tutto nasce da un incontro casuale. Durante una passeggiata in viale Monza a Milano, Alessandro Milan nota una pietra d’inciampo con inciso il nome di Angelo Aglieri: impiegato del Corriere della Sera, arrestato nel maggio 1944 con l’accusa di aver introdotto in redazione una bomba, poi rinchiuso a San Vittore e deportato nel campo di Flossenbürg, dove morì il 24 dicembre dello stesso anno. Da quel momento Milan non riesce a smettere di cercare. La sua ricerca lo porta a ricostruire storie di persone comuni che, in una Milano devastata dalla guerra e dalla fame, scelsero di non restare ferme. Il risultato è diventato prima un libro, I giorni della libertà (Mondadori, 2023), e poi questo monologo civile, portato in scena in diversi luoghi simbolici della città.
Il monologo dà voce a chi la storia ufficiale ha spesso dimenticato. Tra i protagonisti c’è Libero Temolo, operaio alla Pirelli, e suo figlio Sergio: Libero fu ucciso dai fascisti il 10 agosto 1944, nell’eccidio di Piazzale Loreto, lo stesso luogo in cui andrà in scena lo spettacolo. C’è poi Angelo Aglieri, con la moglie Aldina Begnis. E ancora Carmela Fiorili, portinaia di un palazzo in viale Monza, staffetta partigiana insieme alla figlia Francesca: per mesi il loro appartamento fu un punto di riferimento sicuro per la rete della Resistenza milanese. Storie ricostruite da Milan grazie a documenti inediti conservati all’Archivio di Stato di Milano, come racconta il sito ufficiale dell’archivio.
La scelta di Piazzale Loreto non è decorativa. È uno dei luoghi più carichi di memoria dell’antifascismo milanese: qui, il 10 agosto 1944, quindici partigiani e civili furono fucilati e i loro corpi lasciati esposti in strada per ore come atto di intimidazione. Lo stesso Libero Temolo, uno dei protagonisti del monologo, morì in quella piazza. Portare lo spettacolo proprio qui, davanti al Monumento ai Martiri, trasforma la serata in qualcosa di più di uno spettacolo: è un atto di memoria collettiva nel luogo esatto in cui quella storia si è svolta.