Microfoni aperti sul…giusto
Cosa succede quando l’economia lascia i grafici e i numeri per sporcarsi le mani con la terra, la giustizia e i diritti? Accade che una classe, la 4B AFM dell’Istituto Ghisleri di Cremona, insieme alla professoressa Ivana Gruppi e all’educatore Saperecoop Gabriele Pendola, si trasforma in una redazione di podcast per dare voce a chi l’etica la pratica ogni giorno.
Nell’ambito del progetto “Buoni e Giusti” di Saperecoop, gli studenti hanno intrapreso un viaggio in quattro tappe tra imprese etiche, beni confiscati alle mafie e migrazioni economiche. Non è stata solo teoria: è stato un esercizio di cittadinanza attiva che ha dimostrato come il consumo consapevole sia, a tutti gli effetti, uno strumento di lotta alle illegalità.
Tutto è iniziato con gli incontri in classe, con un gioco sulle regole e un quiz sul fenomeno delle mafie, per poi calarsi nella realtà del caporalato e delle agromafie. Grazie alla metodologia del game-based learning con un gioco di simulazione i ragazzi hanno toccato con mano gli squilibri della filiera agroalimentare. L’obiettivo non era solo denunciare “le ombre”, quanto scoprire le “luci” verso cui rivolgere lo sguardo. Il faro rimane sempre l’articolo 41 della Costituzione, che ci ricorda come l’iniziativa economica è libera, sì, ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale, la sicurezza delle persone, la tutela dell’ambiente. E poi il valore delle certificazioni, prima fra tutte la SA8000, ottenuta da Coop Italia nel lontano 1998, che garantisce standard etici rigorosi lungo tutta la filiera ai consumatori.
Il cuore del progetto è stata la ricerca. Gli studenti, divisi in gruppi, hanno indagato il lato oscuro anche dei propri consumi (cosa mangiamo? come ci vestiamo?) per poi preparare interviste mirate a persone che hanno fatto della loro vita e del loro lavoro storie di impegno per i diritti, il lavoro giusto, il riscatto sociale. Le risposte ottenute non sono rimaste chiuse nei quaderni (o nei tablet!) degli studenti e delle studentesse, ma sono diventate la sceneggiatura di quattro puntate podcast. Tra scrittura dei testi, prove di registrazione e montaggio, le voci di questa classe cremonese sono diventate il veicolo per raccontare a coetanei, soci e socie, cittadine e cittadini scoperte di vero consumo consapevole.
Oggi pubblichiamo le puntate dedicate a:
● Il riscatto dei beni confiscati alle mafie con Libera Terra, nata dall’intervista fatta a Francesco Citarda, presidente del Consorzio Libera Terra Mediterraneo
● Il commercio equo e solidale nel mondo, creata a partire dalle domande rivolte a Benedetta Frare, Head of Communications di Fairtrade Italia.
Questa esperienza ci regala un motivo fondamentale per fare educazione al consumo: trasforma i ragazzi in “consum-attori” critici, protagonisti dei loro gesti d’acquisto. La 4B AFM ha dimostrato che quando la scuola incontra i valori della cooperazione, un uso intelligente delle tecnologie diventa un megafono per la legalità. Il risultato? Lo potete ascoltare da voi.
State connessi per non perdere le prossime puntate!