12 Settembre 2025
È disponibile l’anteprima digitale del “Rapporto Coop 2025 – Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani”, curato dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop con la collaborazione scientifica di Nomisma, il supporto d’analisi di NielsenIQ e i contributi di Circana, GS1-Osservatorio Immagino, CSO Servizi, GfK e Mediobanca Ufficio Studi.
Dai dati emerge con chiarezza quanto il contesto internazionale sia diventato ancor più instabile e complesso, con guerre e spese militari in aumento. I rapporti di forza tra le grandi potenze sono in fase di ridefinizione e per la prima volta la leadership americana viene messa in discussione, mentre crescono il peso economico e culturale della Cina, dell’India e dei Paesi emergenti del Sud del mondo. In questo scenario la tecnologia (in particolare l’intelligenza artificiale) si conferma uno degli strumenti chiave di progresso economico e sociale, destinata a trasformare lavoro e vita quotidiana.
L’Europa gioca in difesa: nonostante la sua forza economica e la tutela dei diritti fondamentali, resta frenata da una governance incompiuta. L’Italia, invece, pur mostrando segnali di stabilità sociale e politica, deve affrontare sfide importanti sul piano economico: la crescita del Pil si ferma a un modesto +0,5% annuo, la produttività è in calo e le disuguaglianze restano marcate. Oggi il 10% della popolazione possiede il 58% della ricchezza nazionale e l’ascensore sociale fatica a ripartire.
E se negli ultimi anni avevamo reagito con fiducia e resilienza, oggi prevale un sentimento diverso: cresce l’inquietudine per il domani. Sempre più italiani temono l’insorgere di conflitti, disuguaglianze e difficoltà economiche. La guerra, i diritti civili, la lotta alla povertà e alle disuguaglianze diventano quindi priorità assolute. Questo cambiamento nello stato d’animo riflette un mutamento più profondo nei valori e negli stili di vita degli italiani. Gli italiani acquistano solo ciò che è davvero necessario: è il tempo del deconsumismo. Diminuisce il piacere del possesso e cresce l’attenzione per le esperienze di vita, per il riuso e per il second hand. Riparare un oggetto diventa preferibile rispetto a sostituirlo.
Anche il rapporto con l’alimentazione cambia. Gli italiani che si identificando con un’identità alimentare ancorata esclusivamente alla tradizione scendono infatti dal 34% al 22%, mentre cresce la percentuale di chi autodefinisce il proprio stile associandolo esclusivamente ad abitudini alimentati innovative (dal 23% al 31%) o mixa tradizione e innovazione (dal 30% al 38%).
“Il quadro complesso e magmatico rappresentatoci quest’anno dal Rapporto Coop ci invita a una opportuna riflessione e al tempo stesso ci impone a non perdere di vista la rotta che nell’ultimo anno abbiamo intrapreso – spiega Maura Latini, Presidente Coop Italia – Il compito primario della cooperazione di consumatori è stare a fianco delle famiglie, tutelare il loro potere d’acquisto, unire alla convenienza la qualità e la sicurezza di ciò che mettiamo sui nostri scaffali”.
Anche Domenico Brisigotti, Direttore Generale Coop Italia, ha aggiunto che “Per affrontare questo scenario, riteniamo di dover continuare e rafforzare il piano avviato quest’anno, che si concentra da un lato sulla convenienza della nostra marca privata disponibile in ogni segmento dell’offerta e dall’altro su un sistema di promozioni e comunicazione volto a valorizzare la generale proposta di tutela del potere d’acquisto delle famiglie da parte di Coop.” “Come Coop affrontiamo queste emergenze con una strategia di efficientamento che sta prendendo forza nelle nostre cooperative e nei consorzi nazionali e che ci permetterà di liberare ulteriori risorse a vantaggio dei soci e consumatori”, ha infine concluso Ernesto Dalle Rive Presidente Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori).
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