8 Giugno 2026
A quasi due anni dal suo avvio, la campagna “Foresta Blu” di Coop segna traguardi che vanno oltre le stesse previsioni della comunità scientifica. Il programma, dedicato al monitoraggio, al ripristino e alla protezione delle praterie di Posidonia oceanica nei mari italiani, ha registrato nei mesi di aprile e maggio 2026 dati che raccontano il grande successo degli interventi condotti finora.
I monitoraggi sono stati realizzati da un network scientifico coordinato da LifeGate, con la partecipazione di I.S.S.D., Verdeacqua, Università di Genova e Università di Bari. Le attività di riforestazione hanno interessato due siti: l’Area Marina Protetta di Bergeggi, sulla costa ligure in provincia di Savona, e la località di Cavo, sull’Isola d’Elba. Complessivamente, sono stati riforestati 300 metri quadri di fondale marino.
Il dato più sorprendente arriva da Bergeggi, dove il tasso di sopravvivenza delle talee ha toccato quota 109%: un valore record, in forte crescita rispetto all’85% registrato a novembre 2025 e superiore alla soglia del 100% prevista dall’impianto originale. Le piante non si sono solo radicate con successo: la densità dei fasci fogliari è aumentata e sull’area si è insediata una colonia di Cladocora caespitosa, il più importante corallo biocostruttore endemico del Mediterraneo. La sua presenza è considerata dagli esperti un segnale inequivocabile di rinaturalizzazione progressiva del fondale.
Positivi anche i risultati rilevati a Cavo, sull’Isola d’Elba, dove a un anno dalla riforestazione e dall’installazione di un campo boe protettivo l’impianto mostra una stabilità del 100%. Il 90% delle biostuoie è saldamente ancorato al substrato, e attorno alle strutture è già stata registrata una massiccia presenza di specie ittiche tipiche delle praterie di posidonia naturali. Il sito sta recuperando le piene dinamiche di una foresta marina matura.
Il percorso non si conclude qui. Per l’Isola d’Elba è in programma un nuovo monitoraggio tra giugno e luglio 2026, mentre a Bergeggi il controllo finale è fissato per ottobre 2026 e permetterà di tracciare il bilancio complessivo della sperimentazione. Nel frattempo, “Foresta Blu” continua il suo lavoro anche sul versante Adriatico: nelle acque pugliesi di Monopoli, Torre Guaceto e Savelletri, in collaborazione con l’Università di Bari, vengono monitorate e difese le praterie minacciate principalmente dagli ancoraggi.
Un progetto che dimostra come l’impegno concreto per la tutela degli ecosistemi marini possa dare risultati misurabili e, in questo caso, persino superiori alle aspettative.