29 Maggio 2026
Milano recupera oltre mille tonnellate di eccedenze ortofrutticole ogni anno. Gran parte di questo cibo buono rischia però di finire smaltito prima che qualcuno possa mangiarlo. La Zuppa di Milano è il progetto che prova a cambiare questa storia, trasformando le verdure in esubero in piatti caldi e accessibili per chi ne ha bisogno.
Il progetto nasce da Cascina Cuccagna, storico presidio di sostenibilità nel quartiere Porta Romana, ed è stato selezionato dal Comune di Milano nell’ambito del crowdfunding civico “Alleanze di Quartiere”. L’obiettivo è produrre 3.000 zuppe entro la fine del 2026, ricavate da verdure fresche recuperate all’Ortomercato di Milano e distribuite attraverso gli hub di aiuto alimentare della città.
La scelta della zuppa non è casuale. Dal punto di vista tecnico, è uno dei formati più versatili per valorizzare eccedenze stagionali e di composizione variabile, perché si adatta facilmente alla disponibilità delle materie prime e ne prolunga la conservazione. Dal punto di vista sociale, è un alimento nutriente, accessibile e facile da distribuire. C’è poi una dimensione simbolica: la zuppa evoca cura, condivisione, comunità. Non a caso, “La Zuppa di Milano“ è diventata il nome di un modello che ambisce a crescere ben oltre la fase sperimentale.
Il progetto coinvolge cinque chef milanesi e lombardi, ciascuno dei quali ha donato una ricetta originale pensata per valorizzare le tipologie di eccedenze più frequenti. Accanto al Minestrone primaverile milanese firmato da Cesare Battisti del Ratanà, ci sono la Zuppa Harira di Haziza del Riad Majorelle, la Zuppa a sorpresa di Nicola Cavallaro diUn Posto a Milano, la Minestra di Duméga di Gianluca Bassola del Trippi di Montagna in Valtellina e il Sancocho de gallina di Juan Lema di Mirta. Le ricette sono bilanciate dal punto di vista nutrizionale e attente alla multietnicità di una città come Milano.
Il circolo virtuoso che rende possibile tutto questo si snoda tra diverse realtà del territorio. Recup raccoglie la verdura invenduta all’Ortomercato di Sogemi prima che venga smaltita. Gli chef legati all’Associazione Tempi di Recupero elaborano le ricette tenendo conto dei flussi di prodotto disponibili. Le eccedenze vengono poi selezionate e portate alla Fondazione Progetto Mirasole, dove la zuppa viene preparata e confezionata nel rispetto di tutte le norme igienico-sanitarie. In una prima fase, la distribuzione avviene tramite gli hub di solidarietà alimentare. L’obiettivo successivo è portare le zuppe anche a scaffale, nei punti vendita di Coop Lombardia e nelle mense aziendali che aderiranno al progetto.
Coop Lombardia è tra i partner fondatori del progetto, insieme a Cascina Cuccagna, Fondazione Progetto Mirasole, Economia e Sostenibilità, Recup e Tempi di Recupero. Il contributo della cooperativa non si limita alla distribuzione: la sua partecipazione consolida un modello in cui grande distribuzione e terzo settore lavorano insieme per rispondere a bisogni reali della comunità.
Per finanziare il progetto pilota è attiva una raccolta fondi su Produzioni dal Basso. L’obiettivo è raggiungere 29.900 euro, ai quali il Comune di Milano aggiungerà una cifra equivalente: un budget che copre l’intera fase sperimentale di produzione. Nelle scorse settimane si sono già tenuti tre appuntamenti di degustazione e raccolta fondi in cui è stato possibile assaggiare il minestrone primaverile milanese di Cesare Battisti, con una partecipazione positiva. Un ultimo appuntamento serale è in programma per il 5 giugno a Cascina Cuccagna.
Tutte le informazioni saranno disponibili sul sito e sui canali social del progetto.