8 Luglio 2026
Dopo 62 condanne, 5 secoli di carcere complessivi e 18 assoluzioni nel rito abbreviato, conclusosi il 12 gennaio, dal 19 marzo è iniziato il rito ordinario del processo Hydra.
Il procedimento nasce dall’inchiesta della Dda di Milano del 25 ottobre 2023, che ha svelato l’esistenza di un consorzio mafioso composto da Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra: si tratta del processo più rilevante in Lombardia dai tempi di Crimine-Infinito, risalente al decennio scorso.
Sono 45 gli imputati, quasi tutti detenuti in diverse carceri italiane, e tre i giudici del collegio chiamati a pronunciarsi al termine di un processo che si preannuncia lungo. A condurre l’istruttoria sono i pubblici ministeri Rosario Ferracane e Alessandra Cerreti, quest’ultima al centro di notizie di cronaca delle scorse settimane relative a minacce di morte da parte di affiliati al cosiddetto sistema mafioso lombardo, rivelate da due collaboratori di giustizia in momenti distinti e indipendenti tra loro. Minacce gravissime nei confronti di chi lavora per la giustizia, che riportano alla memoria gli anni delle stragi di Stato in cui persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Salvatore Borsellino. Una violenza che dimostra come il metodo mafioso, fatto di intimidazione, estorsione e voracità di spazi, beni e denaro, non sia mai venuto meno.
Per questo, al fianco della magistratura si è schierata la società civile: dalle associazioni antimafia nazionali come Libera e la Scuola di formazione “Antonino Caponnetto”, a quelle locali come il Comitato Bene Comune di Abbiategrasso, la Libera Masseria di Cisliano e UCAPTE, dalle istituzioni territoriali a realtà come Coop, fino a cittadine, cittadini, studentesse e studenti. Un cerchio umano si è così formato intorno all’aula bunker di piazza Filangieri a Milano, dove si svolge il processo, lo scorso 18 giugno, in occasione della quarta udienza.
Le udienze svoltesi a partire dal 19 marzo hanno avuto carattere preliminare, preparando il terreno al dibattimento vero e proprio. Da giovedì 9 luglio, settima udienza, prenderà parola William Alfonso Cerbo, detto “Scarface”, legato al clan Mazzei di Cosa nostra, che relazionerà in aula bunker su quanto raccontato ai magistrati.
Diverse le tappe che hanno preceduto questo momento:
Il processo entrerà nel vivo soprattutto in autunno e in inverno, con decine di udienze già programmate. La cittadinanza attiva, i presidi a sostegno dei magistrati e la partecipazione delle istituzioni locali hanno finora contribuito a garantire una risonanza mediatica altrimenti mancata, risonanza necessaria data l’entità del fenomeno: in Hydra emergono famiglie già protagoniste della stagione dei sequestri e dei maxiprocessi degli anni Novanta, un sistema di finanziamenti extrabancari e false fatturazioni, pratiche di intimidazione verso le aziende del territorio e tentativi di infiltrazione nella politica.
Da qui è nata l’assemblea antimafiosa lombarda, promossa in occasione del processo Hydra e composta da oltre 20 realtà del territorio, tra cui Coop Lombardia, che fin da subito ha sostenuto le iniziative della rete. Un impegno che punta a costruire una relazione stabile tra cittadini e istituzioni, capace di incoraggiare la denuncia e contrastare l’isolamento imposto dal contesto mafioso, accanto ai magistrati e alle comunità che si oppongono al dominio delle mafie.
Questo articolo è stato scritto adoperando, come fonte, l’articolo scritto da Lorenzo Rotella, giornalista de La Stampa.
Tutti i comunicati relativi al processo Hydra sono disponibili a questo link.